Un ente del terzo settore è un’organizzazione di carattere privato che, senza scopo di lucro, persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Questa qualifica giuridica, introdotta con il codice del terzo settore, identifica un insieme di enti che svolgono in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale attraverso forme di azione volontaria e gratuita, di mutualità o di produzione e scambio di beni o servizi. Ai sensi della normativa, per poter legittimamente utilizzare la denominazione di ETS e accedere ai benefici fiscali e finanziari previsti dall’ordinamento, è obbligatoria l’iscrizione nel registro unico nazionale del terzo settore, noto come RUNTS.
L’introduzione di questo sistema ha ridefinito il panorama degli enti non profit in Italia, superando la vecchia frammentazione normativa e stabilendo un quadro unitario di regole in materia di trasparenza, controlli e fiscalità. Nei paragrafi che seguono verranno esaminate le diverse tipologie di organizzazioni che fanno parte del terzo settore, i requisiti statutari imposti dalla legge e il ruolo fondamentale del notaio nel percorso di costituzione e di ottenimento della personalità giuridica.
Che cos’è la riforma del terzo settore e chi sono gli ETS
La riforma del terzo settore ha l’obiettivo di valorizzare e sostenere le attività delle associazioni e delle fondazioni attraverso un sistema di regole chiare e controlli rigorosi. Quando si parla di terzo settore si intende il complesso delle realtà organizzative che si collocano tra lo Stato (il primo settore) e il mercato profit (il secondo settore), caratterizzandosi per l’assenza di finalità lucrative e per l’orientamento al bene comune.
Il codice del terzo settore definisce gli ETS come enti di carattere privato diversi dalle società, escludendo pertanto dal perimetro normativo le formazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di categoria. Lo status di ente del terzo settore si acquisisce esclusivamente con l’iscrizione al RUNTS, che rappresenta l’unico registro nazionale del terzo settore in termini di pubblicità e trasparenza. Con gli adempimenti previsti per l’anno 2026, il processo di transizione per le vecchie sigle del non profit si è consolidato, rendendo l’iscrizione al registro l’unico canale per mantenere le agevolazioni storiche.
Le tipologie di enti previste dal Codice del Terzo Settore
Il decreto legislativo 117 del 2017 suddivide la qualifica di ente del terzo settore in specifiche categorie tipizzate, a seconda della struttura organizzativa e delle modalità operative prescelte:
– Organizzazione di Volontariato (ODV): si tratta di enti costituiti per svolgere attività di interesse generale prevalentemente in favore di terzi, avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato, libera e gratuita, dei propri associati; il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può superare il 50% del numero dei volontari iscritti.
– Associazione di Promozione Sociale (APS): questa particolare tipologia svolge attività a favore dei propri associati, dei loro familiari o di terzi, basandosi prevalentemente sull’apporto dei volontari; il numero dei lavoratori non può superare il 50% dei volontari o, in alternativa, il 5% del numero totale degli associati.
– Ente filantropico: la sua attività principale consiste nell’erogazione gratuita di denaro, beni o servizi a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attività di utilità sociale; questa sezione del RUNTS.
– Imprese sociali (e Cooperative Sociali): sono enti, disciplinati dal D.Lgs. 112/2017, che esercitano in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Le cooperative sociali e i loro consorzi acquisiscono di diritto la qualifica di impresa sociale; l’iscrizione nell’apposita sezione del Registro delle imprese soddisfa il requisito dell’iscrizione al RUNTS.
– Società di mutuo soccorso: enti storici che gestiscono l’erogazione di sussidi e prestazioni sanitarie a favore dei soci in caso di malattia o infortunio, i quali mantengono la disciplina speciale della legge istitutiva integrata dal codice.
– Reti associative: coordinamenti che associano un numero elevato di ETS con funzioni di tutela, rappresentanza e supporto tecnico.
Esiste inoltre una categoria residuale definita come altri enti di carattere privato, nella quale possono confluire le associazioni riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti privati (incluse molte ex ONLUS e associazioni culturali) che decidono di rispettare i vincoli del terzo settore senza rientrare nelle forme tipiche sopra elencate. La scelta del modello organizzativo influisce anche sulle modalità di gestione patrimoniale a lungo termine. Per comprendere come tutelare i beni destinati a scopi sociali, solidali o di protezione dei soggetti deboli, è possibile consultare la sezione dedicata alla pianificazione del patrimonio, donazioni e successioni.
Quadro di sintesi: obbligo di iscrizione per tipologia di ente
La tabella seguente riassume l’obbligatorietà dell’iscrizione al RUNTS per i diversi enti non profit, evidenziando le conseguenze giuridiche e i registri di riferimento:
| Tipologia di Ente | Obbligo di Iscrizione al RUNTS | Registro di Riferimento | Conseguenza della Mancata Iscrizione |
| Organizzazione di Volontariato (ODV) | Condizionato alla qualifica | RUNTS (Sezione ODV) | Perdita dello status di ODV e delle relative agevolazioni fiscali |
| Associazione di Promozione Sociale (APS) | Condizionato alla qualifica | RUNTS (Sezione APS) | Perdita dello status di APS e dei regimi di favore |
| Impresa Sociale (e Cooperative Sociali) | Obbligatorio (tramite Registro Imprese) | Registro delle Imprese (Sezione speciale) | L’iscrizione ha efficacia costitutiva della qualifica di impresa sociale |
| Vecchie ONLUS | Obbligatorio per continuità (verificare termini aggiornati) | RUNTS (in base alla forma scelta) | Perdita definitiva dei benefici fiscali storici e scioglimento della qualifica |
| Associazioni Culturali o Atipiche | Facoltativo | RUNTS (Sezione Altri ETS) o nessuno | Restano associazioni ordinarie regolate solo dal Codice Civile |
| Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) | Facoltativo | RUNTS (per la qualifica ETS) e Registro del CONI/Sport | Restano regolate solo dalle norme speciali dell’ordinamento sportivo |
Come emerge dallo schema, per le organizzazioni che desiderano mantenere le storiche denominazioni di settore (come ODV o APS) o per le ex ONLUS, l’iscrizione non è un obbligo per l’esistenza giuridica dell’ente in sé, ma lo diventa in modo vincolante per poter conservare le agevolazioni e lo status speciale.
Come funziona il RUNTS e l’obbligo di trasparenza
Il Registro unico nazionale del Terzo settore è il registro telematico istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e gestito su base territoriale dagli uffici del RUNTS delle Regioni e delle Province autonome. L’iscrizione e il successivo deposito dei bilanci al registro rispondono alla necessità di assicurare la piena trasparenza degli enti nei confronti dei cittadini, dei donatori e delle pubbliche amministrazioni.
Gli enti registrati hanno l’obbligo di depositare annualmente il proprio bilancio. Il deposito al Registro unico nazionale deve avvenire entro il 30 giugno di ogni anno, utilizzando gli schemi ministeriali obbligatori, che variano in base all’entità delle entrate: gli enti con entrate inferiori a 220.000 euro possono redigere il bilancio in forma di rendiconto per cassa. Il rapporto 2024 sul Registro unico nazionale del Terzo settore, elaborato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e da Unioncamere, ha evidenziato come l’adempimento telematico dei bilanci rappresenti lo strumento principale per verificare il rispetto dell’assenza di scopo di lucro e per contrastare fenomeni di fittizia commercialità.
Requisiti dello statuto e il ruolo del notaio nel Terzo Settore
Per presentare la domanda di iscrizione ed essere iscritti nel registro unico nazionale, l’atto costitutivo e lo statuto delle associazioni o delle fondazioni devono possedere requisiti formali e sostanziali molto stringenti. Lo statuto deve indicare il perseguimento di finalità senza scopo di lucro oggettivo e soggettivo, il divieto di distribuzione, anche indiretta, di utili e l’obbligo di devoluzione del patrimonio residuo, in caso di scioglimento dell’ente, ad altri enti del Terzo settore o alla Fondazione Italia Sociale, previo parere positivo dell’Ufficio del RUNTS e salva diversa destinazione imposta dalla legge.
Il ruolo del notaio è centrale in questo ambito, in quanto professionista incaricato di verificare la conformità dello statuto alle norme inderogabili del codice del terzo settore. Quando un ente richiede l’attribuzione della personalità giuridica, il notaio esegue il controllo di legalità sull’atto costitutivo e sul patrimonio minimo richiesto dalla legge (fissato in quindicimila euro per le associazioni e in trentamila euro per le fondazioni). Una volta accertata la regolarità dei documenti, il notaio provvede direttamente a richiedere l’iscrizione di questi enti al RUNTS. Questa procedura semplificata garantisce la certezza del diritto e accelera i tempi di riconoscimento della personalità giuridica per gli enti, sollevandoli da lunghe verifiche amministrative.
La corretta strutturazione dei patti associativi e la definizione della governance presentano forti analogie con la pianificazione delle realtà commerciali. Per un quadro completo sulle differenze organizzative e sulla costituzione di enti collettivi e societari, è possibile consultare l’area dedicata ai servizi societari e per le imprese.
I vantaggi fiscali: cinque per mille e agevolazioni per i donatori
L’acquisizione della qualifica di ETS comporta l’accesso a un regime fiscale di favore. Gli enti iscritti al Registro unico nazionale possono beneficiare della ripartizione della quota del 5 per mille dell’IRPEF, previo accreditamento telematico presso l’Agenzia delle Entrate.
Sul piano delle imposte dirette, le attività di interesse generale non sono considerate commerciali quando sono svolte a titolo gratuito o dietro corrispettivi che non superano i costi effettivi, riducendo l’impatto fiscale sui proventi istituzionali. Inoltre, la riforma prevede importanti incentivi per i sostenitori: le persone fisiche e le imprese che effettuano donazioni o erogazioni liberali a favore di un ente del Terzo settore possono usufruire di una detrazione d’imposta (30%, elevata al 35% per le ODV) o di una deduzione dal reddito imponibile fino al 10% del reddito dichiarato, favorendo la crescita del fundraising nel settore non profit.

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FAQ – Enti del Terzo Settore e iscrizione al RUNTS
Quali associazioni sono obbligate ad iscriversi al RUNTS?
L’iscrizione al registro unico nazionale del terzo settore non è un obbligo assoluto per svolgere attività non profit. Le organizzazioni possono scegliere di rimanere associazioni regolate esclusivamente dal Codice Civile. Tuttavia, l’iscrizione diventa obbligatoria se si desidera utilizzare la qualifica di ETS, accedere ai benefici fiscali della riforma, partecipare alla ripartizione del 5 per mille o stipulare convenzioni con la pubblica amministrazione.
Cosa cambia per le vecchie ONLUS con la riforma del terzo settore?
La qualifica di ONLUS è stata abrogata dalla riforma ed è considerata una categoria fiscale transitoria. Per continuare a godere delle agevolazioni previste per il settore non profit, le vecchie ONLUS devono necessariamente adeguare il proprio statuto ed effettuare l’iscrizione al RUNTS entro i termini previsti, scegliendo la sezione più idonea alla propria struttura (come ad esempio organizzazione di volontariato o ente filantropico).
Quali sono le conseguenze se un ETS non deposita il bilancio annuale?
Il mancato deposito dei bilanci al registro unico nazionale entro i termini di legge costituisce una grave violazione degli obblighi di trasparenza. L’omissione prolungata comporta l’avvio di una procedura di diffida da parte dell’ufficio del RUNTS e, in caso di persistente inadempimento, può determinare la cancellazione dell’ente dal registro, con la conseguente perdita dei benefici fiscali e l’obbligo di devolvere l’incremento patrimoniale realizzato nei periodi di iscrizione.
Le associazioni sportive dilettantistiche possono diventare enti del terzo settore?
Sì, le associazioni sportive dilettantistiche possono assumere la qualifica di ETS iscrivendosi al RUNTS, a condizione che lo statuto preveda lo svolgimento di attività di interesse generale e rispetti tutti i requisiti del codice. In questo caso, l’ente dovrà coordinare le regole del registro del terzo settore con le norme speciali previste per l’ordinamento sportivo. Per comprendere l’esatto inquadramento statutario ed evitare incompatibilità normative, è possibile richiedere una consulenza specifica rivolgendosi direttamente allo studio notarile.